Le improbabili interviste di Pelò – Andrea Boni Sforza

Andrea Boni Sforza

 

 

 

 

 

Andrea Boni Sforza …. ABS

Lo conosco di riflesso grazia all’amica Alina

un bel personaggio che, purtroppo, ho avuto l”occasione di incontrare personalmente poche volte durante la quali ci siamo confrontati riscoprendoci irrimediabilmente ” cazzoni” all’unisono..

Per il resto la nostra è una conoscenza dettata da una reciproca stima e  multi aggiornamenti da social.

Ho sempre apprezzato la sua semplicità di “uso sportivo”  e la filosofia vincente  che egregiamente trasferisce grazie, anche,  ad un sorriso costantemente presente sul suo viso.

Un piccolo insegnamento per tutti quelli che ” mi piacerebbe correre ma  inizio solo quando sono allenato perché se devo farlo per arrivare male …..  ”

Grazie Andrea

Andrea Pelo di Giorgio

 

1 Detto tra noi pochi intimi perché Alina Losurdo è disposta a cavarsi il fegato pur di batterti ?
Detto fra noi, perché le brucia il CULO. Ho sempre fatto tutto prima e meglio di lei, e sempre con serenità. Lei è competitiva come una bestia e prova ad imitarmi e a battermi, ma non ci riesce: l’anno scorso ad una gara mi ha visto pisciare, in piedi ovviamente, ed ha provato a fare pure quello, le è riuscito malissimo…

2 Andrea Boni Sforza ….. ABS, non inchiodi mai ?
Solitamente rallento, ma se è opportuno mi fermo; senza mai inchiodare però, i rumori mi danno fastidio. ABS sono le mie iniziali, con cui mi firmo e mi hanno sempre chiamato così, al lavoro, e alla fine anche nel mondo dello sport. Suona bene, e fa sorridere.

3 Nel panorama degli ultratleti mondiali penso tu sia uno dei più tranquilli, sereni e filosoficamente dotati …spieghi la tua filosofia ai lettori ?
Seriamente, la mia filosofia di sport è libertà e lealtà. Scherzando, posso invece dire che per trovare la serenità è indispensabile avere la consapevolezza di NON poterla raggiungere! In realtà so di non essere fisicamente e tecnicamente dotato, non sono un atleta, ho iniziato a fare sport in età adulta e non ho un talento. Però ho cultura sportiva, amo davvero lo sport, ed ho mentalità analitica, conosco il funzionamento della mente e del corpo umano, e se riesco a mettere assieme questo a tanta passione posso pensare di vivere ultramaratone impossibili come sogni che si realizzano. Credo che la cultura sportiva sia un valore molto importante, che spesso manca di questi tempi, e non a caso vedi che tutti hanno allenatori, preparatori, osteopati, nutrizionisti, dietologi… quando a mio modo di vedere, a livello amatoriale, il modo di allenarsi, nutrirsi, vivere e curare il proprio corpo lo impari da te, frequentando le persone giuste, leggendo, guardando e osservando gli altri. Ispirazione, passione. Quelle cose che si facevano da bambini, insomma. Adesso non si fanno più ?

4 Quant’istinto/voglia di migliorar e quanta voglia di non faticare oltre a quello che fai sono presenti in te ?
La voglia di star bene le batte tutte, e penso che sia una voglia che trovi nell’esatta misura in cui hai se hai abbastanza voglia di migliorarti e altrettanta voglia di NON far troppa fatica.

5 Desiderio di battere Alina a parte , quanto sei agonista ?
Molto agonista con me stesso, mi pongo obiettivi molto ambiziosi, al mio limite, ma raggiungibili. Arrivato a raggiungerli, vivo di rendita e cazzeggio, la vita è bella e va goduta, non siamo eterni. Sono molto poco agonista con gli altri, troppo sereno con me stesso per preoccuparmi di dover superare o essere superato da qualcuno. Alla NCR 2014, al km.196 vidi un concorrente davanti a me sbagliare strada, lo chiamai e lo feci tornare indietro, e all’arrivo ma gli chiesi di andare avanti, perchè volevo fare la foto coi miei assistenti Arrivò 34°, io 35°: cosa è cambiato ? ho una persona in più al mondo che mi stima, questo è più importante di qualsiasi numero. È solo uno di mille esempi. Alla domenica vedi gente disposta a strapparsi i capelli per arrivare 869° alla 21km di San Prato al Bosco, e poi non parlarsi con l’over 70 con cui magari ha fatto la volata del nulla. Ma che vita è ? L’agonismo è un’altra cosa, a mio modo di vedere. È la passione per l’impresa.

6 Se non erro stai affrontando anche le fatiche del triathlon, E’ un completamento della tua figura di ultratleta o segui la moda ?
È un nuovo passo, che ne segue alcuni e ne precede altri.: seguo un’idea personale, la mia missione nelle ultramaratone sarebbe stata quinquennale, come quella di Star Trek. Immaginavo di poter lavorare a tutto regime per non più di 5-6 anni, mentalmente e fisicamente, e così è stato, e voglio alzarmi da tavola ancora con l’appetito, non con lo stomaco dilatato. Adesso voglio ritornare ad avere vigore ed elasticità a livello fisico e mentale, le ultramaratone impigriscono e ti danno l’illusione di essere al top solo perché sono in pochi a farle, mentre il triathlon è ottimo a trovarsi nella condizioni opposte, lavorare duramente nelle retrovie laddove non hai capacità ne esperienza, almeno per me ha questo scopo, Con la bici e a piedi me la cavo, ma a nuoto proprio no,però dall’anno scorso ho iniziato a fare gare, e battere Alina nel SUO campo dopo anni in cui l’ho regolarmente battuta nel MIO è già un ottimo stimolo. Perché lei è davvero un’ottima triatleta, e tu lo sai.

7 Definisci la pazienza sportiva
Definirla è difficile, dovresti viverla, e ognuno credo la viva diversamente. Parlando di ultramaratona, è con quella che si vince, se non hai pazienza perdi. Io credo sia aspettare, aspettare, aspettare, senza mai fare una piega. Solo così puoi farcela. Nella vita è più complicato invece, aspettare non sempre premia.

8 Alla riunione di condominio nazionale si discuteranno i seguenti punti :

Punto nero
Punto a capo
Punto e basta
Punto Fiat
Punto e mes

cosa scegli ?
Punt e mes!! Si beve !!

9 Ci sveli i punti salienti del tuo programma 2016 ?
Un unico obiettivo: il mio primo IronMan a giugno a Venezia, un vecchio sogno che quest’anno vorrei si avverasse. Il resto verrà da sé, prepararlo sarà fantastico, così come sarà meraviglioso vivere di rendita i mesi successivi! Ubi maior minor cessat!.

10 Domanda che sicuramente qualcuno ti avrà già fatto , perché lo fai ?
Perché mi piace, ne ho bisogno per me stesso. E perché c’è della figa.

11 Dovendo fare una classifica di priorità nella tua vita, in quale posizione metti la corsa ? ……. e la figa?
La figa viene sicuramente prima, la corsa è sostituibile con altre attività. Dire che la figa sia sostituibile con altre attività suona invece molto male!!

12 La settimana prima della 100 km del passatore i maiali dell’allevamento più bello del mondo nella salita di Pieve di Rivoschio sono distratti . mi sai dire il perché ?
Perché si svolge la Nove Colli Running, LA CORSA. Per come la vedo io, non puoi dire di essere un vero ultramaratoneta se non hai mai riportato il culo a Cesenatico dopo quei 202km di strada. Poi qualcuno potrà sostenere, a ragione, che alla Nove Colli raggiungi la maturità, ottieni il diploma di ultramaratoneta, e che la laurea la devi andare a prendere in Grecia, Ci sta, io non sono mai entrato in simbiosi con la Spartathlon, non ho mai sentito la voglia o lo stimolo di andarci, ma rispetto grandemente chi ce l’ha fatta. Per me la Nove Colli è sempre stato il sogno più grande, ricordo quando andai la prima volta nel 2012, alla partenza ero come un bambino alle giostre. Quest’anno non la farò, è stato troppo bello ed emozionamte l’anno scorso, ho dentro ogni minuto di gara come fosse ieri. Non riesco a ripartire subito, aspetterò quando sarò pronto. Si mangia solo quando la pancia è completamente vuota.

13 Cosa speri di raccogliere nel corso di questo 2016 ?
ottimi risultati sportivi
gloria ed onore
solo Gloria
un fico secco
le patate
la patata
La patata! Che è un unico obiettivo, magari ambizioso ma raggiungibile, e se mi concentro ce la faccio. Se hai la patata, hai anche la serenità e i risultati sportivi arrivano, devi solo innescare una catena positiva, mentre il contrario non succede. Se ti dedichi solo allo sport e non ottieni gli ottimi risultati che vorresti, inneschi una spirale negativa, la patata ti evita con tutto il resto che ne deriva. Le patate invece presuppongono un discorso diverso: la quantità di energia spesa per raccogliere una patata o più patate è la stessa, perché ogni uomo ha a disposizione quella quantità e la usa tutta; se la usa per più patate anziché una sola, avrà meno vigore, ma essere dispersivi e poco vigorosi a volte aiuta, perché scatena nel cuor delle patate reazioni opposte e contrari al disinteresse che la logica invece presupporrebbe. Ma chi spera di raccogliere più patate spesso non ne raccoglie nessuna, perché una basta e avanza, però devi sempre dare l’impressione di poterne raccogliere tante altrimenti non ne raccogli nessuna anche in quel caso. Sembra tutto molto complicato ma non lo è. E quando dici queste cose non devi dare mai l’impressione di arrampicarti sugli specchi, ma di mostrare solo la punta dell’iceberg.

14 Quale gara potrebbe essere il tuo punto di arrivo ?
Vorrei portare a termine la NCR per la 5° volta, credo possa essere l’obiettivo di una vita, per uno come me. Sono arrivato a 3 e ancora non ci credo. Ogni volta mi è sembrato di aver lasciato un pezzo di vita su quei colli, ogni volta ho dovuto prepararla per 4 mesi, come Rocky con Ivan Drago, senza dare spazio a nient’altro (a parte la patata). Per farcela ancora dovrò dare ancora tutto me stesso, ma posso farcela, se ce la metterò tutta, e lo farò. La vita è ancora abbastanza lunga.

15 Andrea Boni Sofrza di professione ……
Pirla, decisamente, sapendo di esserlo che è già tutto.

16 Quanti allenamenti fai in settimana ? in quali sport?
Adesso, se posso tutti i giorni faccio 1h di corsa oppure di nuoto, il lavoro e la famiglia non mi permettono di più, ma poi nel weekend mi sfogo con la bici. D’estate si riesce a fare anche qualcosa di più, per fortuna. Quest’anno alleno il triathlon, voglio imparare a farlo sulla mia pelle. Quando facevo ultramaratone invece era tutto incentrato sulla corsa, quantità e resistenza, sempre 3800-4200km l’anno, che significa 300-360km al mese, ma con grande continuità, senza mai mollare. Per correre gare di 100km e per arrivare in fondo a gare di 200km, ad un uomo di 80kg amatore mediocre come me serva quantità e metodo, e necessità di rimanere in forma tutto l’anno senza mai andare incontro ad infortuni bloccanti. Quello che ho sempre detto è che non è con 400 likes su FB che si prepara la NCR, ma con almeno 400km al mese. Tutti i mesi.

17 Il cavolo a merenda o l’auto nel parcheggio ?
La merenda non è così importante, e il cavolo non mi sembra adeguato. L’auto invece la parcheggio dove poi la ritrovo, non in divieto di sosta, e la lascio sempre aperta, da quando mi hanno scassato l’apertura, così non mi rompono più né vetro ne altro. Tanto la macchina serve solo per spostarsi e tenerci dentro il borsone da allenamento, ed è sempre sporca.

18 Ha un senso secondo te la domanda precedente ?
Sì.

19 Se no, perché hai risposto ?
Ho risposto perché sono un pirla e perché sapevi che avrei risposto, e non avrei mai voluto deluderti, visto quanto ci hai messo del tuo per farmi le domande. Non mi piace deludere chi ci mette del suo e merita soddisfazione.

20 La distanza più lunga che tu abbia mai corso ?
Senza mai fermarmi, se non per piccole soste mai superiori a 10’, sono arrivato a quei 202km. Ho provato gare di più giorni o prove a tappe,ma non sono mai riuscito ad entrarci dentro con la testa ed ho subito rinunciato.

21 La gara più dura, quella che ti ha dato maggior soddisfazione e la delusione più grossa
Non so se esista una gara più dura in assoluto, ognuno può dire la sua ed avrà ragione. Per me, nella mia piccola esperienza, la Nove Colli del 2012 fu la gara più dura e massacrante, arrivai in fondo con una caviglia gonfia come un melone e finì steso in un lettino al pronto soccorso. Incoscienza pura, ma ero inesperto. Ma fu anche la gara che mi diede più gioia.
La delusione più grande fu alla UltraBalaton del 2013, ero pronto per quei 212km, ma all’alba, dopo 169km fatti in 23h50’, mi FERMAI, con davanti “solo” 43km e ancora 8h10’ per chiudere la gara nel tempo limite di 32h; ero stanco, ma fisicamente non ero distrutto né infortunato, POTEVO FARCELA benissimo, ma la mia testa disse STOP, perché in quel momento ebbi PAURA di non farcela. È stata la mia delusione più grande, perché ero allenato e preparato per farcela, e mi dispiacque non farcela per chi meritava di vedermi farcela. Ma fu importante ritirarsi, da quella volta non lasciai più che la paura di non farcela mi convincesse a non farcela.

a tal proposito : La Vittoria del Lupo 
22 Questa volta è andata male e ti sei ritirato …… e adesso ?
Ritirarsi per me è sempre stato l’inizio di cicli vincenti, difficilmente succede, ma quando succede significa che è matura una situazione di cambiamento, ben venga!

23 Quali pensi che sia la tua arma più forte?
La testa (di cazzo, suggerirebbe qualcuno n.d.abs)

24 Pelò ti giudica vincente sei d’accordo ?
Sono lusingato. E in cuor mio, d’accordo.

25 Devi affrontare il passaggio all’interno della foresta amatoriale, tratto di 87 km, dell’ultramaratona equatoriale , il tuo avversario diretto per metterti in difficoltà sparge la voce tra le gorille femmine di un tua presunta debolezza nei confronti delle donne pelose. Improvvisamente ti ritrovi braccato dalle gorilla cosa fai :
prendi la prima traversa che porta fuori dalla foresta e ti dichiari fuori gara
cavalchi la teoria del bagnino anni 60 “l’importante è far numero”
in fondo le esperienze nuove lasciano sempre qualcosa di positivo
ti dichiari Gay correndo il rischio di trovarti braccato dai gorilla maschi
chiedi aiuto a Tarzan ….. gli passi scarpe, zaino e pettorale e rimani a vita con le gorilla
Sono incerto tra la teoria del bagnino e l’esperienza nuova, ma penso che cederò alle lusinghe delle gorillas e troverò modo di giustificare un’eventuale sconfitta sportiva.
26 Il rapporto con gli infortuni è a tuo favore ?
Sì, sono in debito, ho sempre avuto fortuna in tal senso, non ho mai patito infortuni o incidenti importanti, lo stop più lungo della mia vita è stato di 15gg, in cui comunque potevo nuotare, fare palestra e tutto il resto. Ma non mi illudo di avere capacità tecniche o applicative in sede di prevenzione; invece il discorso della voglia di migliorarsi pari alla voglia di NON far troppa fatica può aver aiutato. Di solito mi fermo prima di vedermela brutta e, per quanto sembri una frase fatta. Ascolto davvero i segnali del corpo. Se non “sento” una gara o una situazione, NON la affronto, ma non perché ne abbia timore: evito di farmi del male. Le cose bisogna sentirle e fortemente volerle, altrimenti non se ne fa nulla. Fare per fare o per far numero, non fa per me, e presto o tardi si paga. Il cartellino si timbra tutti i giorni per lavoro, non per passione.

27 Fai attività fisiche atte a prevenire la possibilità di infortuni ?
Sì, tanto riposo, se posso… Poi poco stretching, mi annoia farlo, e tanto nuoto, mi piace farlo e mi fa star bene, mi sento sciolto e vigoroso. Ma sinora ho solo avuto tanta fortuna.

28 Il reparto mente, parte fondamentale di un ultratleta fa parte di te o lo alleni attraverso attività tipo training autogeno ?
No, non lo alleno, lo sviluppo sul campo, quando posso. Ho acquistato diversi libri al proposito, e mi sono appassionato a situazioni vicine al Buddhismo e alla meditazione, ma non sono mai riuscito ad applicarmi ed a convincermi in tal senso. E poi stonava col reparto figa.

29 Domani Arriva Sempre ti lascio uno spazio bianco per lanciare un messaggio di qualsiasi tipo purché non Fiat, ne vuoi approfittare ?
Sì, volentieri. Il mio messaggio è: TROMBATE.

Grazie Andrea, Pelò spera di incontrarti presto Domani Arriva Sempre ti accoglie spiritualmente
Grazie a te Pelo, per me è stato un onore rispondere le tue domande. Ho scoperto cose di me che non sapevo, ed è piacevole scoprire che esistono ancora persone come te che sanno osservare e capire in pochi momenti ciò che ai più può sfuggire per secoli.

Pelò

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