Le improbabili Interviste di Pelò – Nicola Placucci

Conosco Nicola per “visione” , per averlo visto passare mentre corre piuttosto che averlo incontrato in gare nelle quali oltre ad un saluto e due chiacchere di circostanza non si è fatto.

Nonostante questo la sensazione che ne percepisci è quella di conoscerlo da sempre.

Il suo modo di essere, apparire, nell’umiltà di una sana passione, hanno attratto l’occhio di Domani Arriva Sempre e di quel saltimbanco di Pelò che ha deciso di richiedere alle alte sfere il permesso di intervistarlo. 

L’ottinimento del 63% di consensi a livello nazionale decretato dal referendum di 15 giorni or sono ha,  spalancato le porte all’idea di Pelò che ha trovato, e non poteva essere diversamente, nel Placucci nazionale una fresca e gioviale collaborazione sia in termini di spirito che in termini temporali .

Lasciandovi all’intervista D.A.S ringrazia Nicola Placucci per la gentile e scherzosa collaborazione.

Andrea Pelo di Giorgio

 

– Nicola Placucci classe 1983 ….. cavoli ma sei ancora giovane, confermi o lo eri di più quando avevi 21 anni ?

No no, confermo eccome. Anzi, a 21 anni somigliavo più ad una mozzarella che a un podista.           Chissà a 47!

– Se dovessi specificare, è più la passione per la corsa o la passione ultra ?

 

La corsa, la corsa è la più bella cosa che un uomo può fare (da solo).

– Da quanto tempo sei podista ?

Da circa 8 anni. Dopo la laurea avevo bisogno di rimettere in forma un corpo un po’ intorpidito da tanti anni su libri, insonnia e pessimo cibo.

– Ci sei arrivato direttamente o sei transitato in altri sport ?

Nessun passaggio da altri sport: un giorno a caso ho iniziato a correre lungo la Rigossa con un paio di scarpe normali e mi sono messo in testa di finire una maratona. Dopo 4 chilometri ho chiamato per farmi venire a prendere.

– Chi ti sta vicino (in generale) ti capisce o scuote la testa ?

All’inizio mi ignoravano, poi hanno iniziato a capirmi. Poi, da quando ho allungato le distanze, hanno iniziato a scuotere la testa. Infine, dopo la Spartathlon, hanno visto che non c è più speranza ed hanno ricominciato ad ignorarmi.

– Nei laboratori scientifici di Ginevra stanno cercando di isolare il gene della fatica , era meglio isolare Gene Gnocchi ?

Si, assolutamente. Per isolare il gene della fatica non c era bisogno di tutta quella ricerca: bastava venire a Sparta e strizzare gli asciugamani usati dagli atleti al traguardo.

– Perché e come hai iniziato a correre?

Dai Pelò, te l’ho detto prima. Sai che a Pyongyang hanno isolato il gene della memoria? – Perché hai continuato ? Perché dopo qualche uscita ho visto che il fiato aumentava, le gambe si scioglievano, i sensi si acuivano. Allora ho capito che era un terreno tutto da esplorare. (visto che hai aggiunto qualcos’altro?)

– Prima delle lunghe distanze hai provato quelle corte o sei caduto direttamente nel tubo ultra?

Prima delle ultra ho corso una ventina di maratone, con tempi passati progressivamente da scadenti a decenti a interessanti. Quando ho capito che nella seconda metà delle 42km la mia corsa migliorava, ho cominciato a interessarmi alle ultra. Dopo la prima 50km, è stata tutta una scoperta dietro l’altra. In effetti è stato vero amore.

– Cosa c’è oltre alle distanze classiche che ha rapito la tua mente?

Le ultramaratone sono un altro mondo. Passata la soglia psicologica della maratona, si entra in un modo di correre meno atletico, meno da ‘prestazione’; diventa un gesto più mentale, più individuale. Anzi, provare per credere, è soprattutto dopo 8-10 ore di corsa che gli stimoli della fatica e del dolore si attenuano fino talvolta a scomparire, e la ripetitività del gesto diventa quasi un mantra, una preghiera che unisce la mente al corpo attraverso il respiro. Per me, che non sono una persona statica, correre tante ore è il miglior modo per meditare e fare pulizia mentale. E dopo queste ‘baggianate’ da asceta, ti dirò la verita: corro le ultra perché almeno nei pacchi gara non trovo il solito Pollo10+ di Amadori.

– Potresti sfociare in altre specialità o sei Podistico e basta.

Non sono particolarmente appassionato ad altri sport, né fisicamente dotato, quindi per intenderci niente Iron Man. Forse, restando in ambito corsa, mi piacerebbe misurarmi nel trail running. Qualche giro nelle foreste del casentino me lo faccio.

– Esiste l’Ultra Curling ?

Si. Ho partecipato alla Nove Ciocche qualche anno fa, ma sono stato squalificato per doping dopo essermi fatto lo shampoo con la formula Pantene per capelli ricci. È stata una delusione ‘permanente’.  ( non è una risposta inerente )

– Quanto l’agopuntura ti aiuta nel curare o anticipare i dolori causati dalla corsa ?

Par gnìnt. Ho provato a pungermi varie volte ma non mi piace per niente, fa male. Invece, quando pungo i miei pazienti non sento niente e quindi ho deciso che stare dall’altra parte dell’ago.

– Dopo una fantastica Novecolli Running e la recentissima Spartathlon possiamo dire che quest’anno è stato l’anno migliore ?

Si, possiamo dirlo forte. Anche perché prima del 2017 ero classificabile come ‘scazzacani’. Che sia stato tutto fattore C?

– La folta chioma rasta, podisticamente parlando è :

a) una cosa scomoda

b) non fa differenza

c) se fossi pelato metterei un parrucchino rasta uguale 

d) il caffè non deve mai essere orzo o ginseng

e) sono talmente abituato

f) quando è freddo mi scaldano , quando è caldo li bagno e mi rinfrescano per un mese

g) non posso tagliarla è una zona protetta dal wwf

C (in realtà è un parrucchino conservato di me da giovane)

– Secondo il tuo modesto parere la tua forza si annida li dentro come succedeva a Sansone ?

Si, lo confesso: quando tolgo il toupet non riesco mai a finire il giro dei Gessi.

– La gara che ti ha deluso maggiormente

La maratona di Perugia 2015

– Perché ?

Mi aspettavo la medaglia di Cioccolato e invece è stata l’unica gara in cui mi si mai ritirato.

– quella che invece ti ha lasciato dentro qualcosa di irripetibile

Facile, la Nove Colli Running 2017.

– perché ?

Vuoi mettere? Secondo classificato dietro ad una extraterrestre, primo italiano, primo uomo, giocavo in casa, c’era il sole, c’era il mare, la montagna, la mia famiglia, la mia ragazza, i miei amici, le mie strade…piò d’acsè?!

– La gara che vorresti fare (La non competitiva del Festival de L’Unità di savio non è ritenuta una risposta valida)

Mmmhhh…non posso rispondere se no a casa mi menano.

– Quanto pensi si possa andare avanti a far le ultra ?

Non credo ci sia un limite vero e proprio. Se si corre ascoltando il proprio corpo, senza mai superare mai la soglia, ci si conserva meglio e si possono correre le ultra finché si vuole. Lo dimostrano i risultati eccezionali di gente ‘anzianotta’ come Marco Olmo o lo stesso Andrea Di Giorgio, un grande della nostra terra.

– Si stancherà prima la mente o sarà il fisico che imporrà uno stop.

A dire il vero un break lo ha già chiesto il fisico dopo la Spartathlon, forse proprio perché non l’ho voluto ascoltare correndo con un polpaccio che mi aveva dato segni di sofferenza già durante la preparazione. Quando riprenderò ad allenarmi dovrò avere maggior pazienza. In futuro si vedrà, non ha tutta questa importanza.

– Fattore Igsylon spera che tu sia tra i partecipanti il prossimo anno, confermi già la tua presenza?

Per la Madonna, ho visto adesso di cosa si tratta. Si, ci sono! Però non ho manco il Garmin, come si fa?

– La tua ragazza ti segue con estrema passione perché :

a) E’ innamorata della corsa

b) E’ innamorata di te e sa che quanto desideri che lei lo faccia

c) Sa benissimo che una moltitudine di figa verrebbe alla tua porta e quindi ….

d) Corri sempre quando la parrucchiera è chiusa quindi ti accompagna

e) La canasta non fa per lei , andrebbe a pescare ma il pesce non ti piace

f) L’auto deve fare il tagliando

D

– Puoi descrivere cosa succede quando oltrepassi la linea finisher ?

Nelle gare più lunghe di solito mi siedo e dopo un po’ mi viene la nausea poi mi addormento. Nelle maratone, invece, vado subito a fare la doccia prima che finisca l’acqua calda e poi vado a lavorare…di corsa. Più o meno va così.

– E’ più bello il raggiungimento dell’obiettivo o il momento in cui ti rendi conto che ce l’hai fatta ?

Tra i due è più bello il momento in cui realizzi che ci sei riuscito, poi il traguardo è una formalità. Però chi corre lo sa, il momento più bello è quando stai correndo e stai bene: al traguardo non ci pensi neanche un po’. Lì sta la magia.

– NoveColli vs Spartathlon ….. qual’è :

a) la più bella NOVECOLLI al 100%.

b) la più impegnativa Spartathlon

c) quella in cui hai sofferto di più Spartathlon al 200%

d) quella in cui sei andato meglio Direi NoveColli

e) la più goduriosa Ancora NoveColli per i motivi di cui sopra

f) quella in cui hai detto più parolacce La Maratona di Perugia

– Il problema dell’acqua alta a Venezia ti sta rovinando la vita ?

Si, alla VeniceMarathon dello scorso anno andavo forte e su un ponte ho perso il toupet…proprio l’acqua alta mi ha impedito di ritrovarlo ed ora mi tocca girare col muletto, che è pieno di doppie punte.

– Sopra una chioma di capelli , sotto una barba consistente ….. il viso comincia a temere un colpo di stato peloso ?

Per questo non c’è problema: una volta alla settimana la mia ragazza si presenta armata di pinzetta strappaciglia e fa piazza pulita di tutto quello che trova. È il momento più difficile della settimana, peggio della riunione di reparto.

– Nicola Placucci nel 2018

vorrebbe essere molto altruista, possibilmente non pestare merde, e ridere moltissimo. Poi ci sarebbe un bel sogno nel cassetto: correre con un Thule Glide.

– Se dovessi dire grazie a chi , che cosa e perché ?

Direi sentitamente Grazie ad un anziano signore di nome Idalgo, che mi ha insegnato non solo un mestiere, ma anche un modo meraviglioso di affrontare la vita. Spero di essere all’altezza dei suoi insegnamenti.

– Se io volessi affrontare delle esperienze Ultra cosa dovrei curare maggiormente ?

g) preparazione fisica

h) preparazione mentale

i) staff al seguito

I (nel mio caso Lei è stata indiscutibilmente il fattore determinante)

– Quando andò sulla luna, Armstrong, portò la tromba o la bici ?

…Pensavo la chitarra.

Nel ringraziarti per la disponibilità Domani Arriva Sempre ti lascia uno spazio a disposizione per comunicare ciò che credi a patto che non sia

j) propaganda politica

k) un annuncio per incontri Hard Core

l) un annuncio di vendita in genere

m) il segreto della coca cola/ nutella

n) la vita in diretta

o) amici di Maria de Filippi compresa la versione Old

Vorrei fare un caro saluto agli amici della società sportiva ‘Sbatecàz’, dalla cui filosofia agonistica cerco di prendere esempio in ogni gara, per non rischiare di fare le cose troppo sul serio.

Grazie molte e complimenti per la tua passione e per il tuo spirito Nicola

Domani Arriva Sempre

Pelò

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