Le improbabili interviste di Pelò – Roberto Aldovini

aldovini

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Avvocato Roberto Aldovini  ….un grande amico.  

La nostra conoscenza è avvenuta in quel della Boavista Ultramarathon del 2007,  ci siamo visti e “piaciuti” ,  entrambi giovani ultramaratoneti e sopratutto entrambi  “cazzoni”  un connubio fantastico.

Roberto ha una capacità di resistenza alla sofferenza che è veramente qualcosa di grande ed una fermezza nel portare a compimento l’obiettivo da fare invidia.

Con lui ho vissuto l’avventura probabilmente più divertente nell’ambito degli ultratrail mondiali talmente piena di avvenimenti storti che neanche il miglior fantocci avrebbe potuto tanto.

Pelò non ha resistito al richiamo e questa è la sua intervista .

Grazie mille avvocato

Andrea Pelo di Giorgio

 

Esimio Avvocato Aldovini Roberto
Pelò aveva preventivato di porle alcune domane in merito alla sua attività di ultrarunner con molta calma.
Saputo però della sua quasi imminente partenza per Rovaiemi e della pericolosità che questa competizione ha intrinseca, per non saper ne leggere ne scrivere, sempre toccando ferro, preferirebbe porle subito alcune domande.

E’ d’accordo ? (se risponde no abbiamo già finito)

Volentieri, è sempre un piacere confrontarsi con intelletti illuminati come il Suo.

L’avvocato Aldovini Roberto, da un passato da Body Builder di punto in bianco si trasforma ultrarunner, qual è il nesso ? cosa l’è scattato dentro ?

Dunque…principalmente perché c’era piu’ “topa” nelle ultra che in palestra, secondariamente perché all’epoca (dieci anni fa) mi capitava sempre piu’ spesso di sdraiarmi sul divano dopo cena, accendere la TV e mentre le immagini scorrevano, pensare “Eppure ci deve essere altro…”. Poi la cosa è peggiorata e mentre ero in viaggio per lavoro o per semplice svago e dal finestrino dell’auto vedevo una montagna in lontananza, il primo pensiero era “chissà come sarebbe correrci sopra?”.. insomma è stato un processo lento, ci ho messo un’po a capire la direzione da prendere.

Quali sono le discriminanti che le fanno scegliere una competizione piuttosto di un’altra?

Eh…qui viene fuori la maturità e lo spessore dell’uomo prima ancora che dell’atleta…dato che quando ho iniziato a correre proprio non sapevo nulla di gare, né di mezze né di maratone, e non avevo idea di cosa volesse dire allenarsi, alimentarsi, ecr.. appena sentivo uno dire “Sai che questa gara è davvero dura”…PAM mi iscrivevo senza nemmeno stare a guardare di cosa si trattasse..poi col tempo sono maturato. Ora se qualcuno mi dice “Sai che questa gara è davvero dura” io rispondo cauto “Sei sicuro?” e lui “Certo” e allora… PAM mi iscrivo senza stare a guardare di cosa si tratti.

Nella sua breve ma molto intensa carriera da ultra si è spesso confrontato in condizioni di freddo estremo. E’ perché le considera più estreme e difficili da vincere o perché non si trova bene al caldo ?

Qui sarebbe lunga….sintetizzando: 1) perché quando ho iniziato a correre l’ho fatto leggendo la storia di Roberto Ghidoni e Stefano Miglietti, due corridori delle mie parti, che hanno vinto rispettivamente l’Iditarod e la Yukon Artic, quindi mi sono ripromesso che un giorno li avrei imitati (nel mio piccolo e con i miei limitati mezzi) 2) secondariamente perché le sfide al freddo sono davvero sfide in solitaria, nel senso che nel deserto per forza di cose ci devono essere check point ravvicinati per fornire acqua, al freddo ci sono distanze siderali tra i vari check point, a volte anche oltre i 100 km (e data l’esperienza nella Arrowhead, Lei Prof. Pelo dovrebbe saperlo) 3) fa molto avventura girare a “minchia” con una slitta in mezzo a una foresta bestemmiando Odino, Thor e i Fantastici 4 senza sapere bene dove andare…ha un chè di catartico..

Da fonti certe sappiamo che non c’è competizione in cui non succeda qualcosa in viaggio, una volta è sparito tutto il tutto il materiale, una volta le hanno perso scarpe e provviste, una volta ha rischiato l’arresto, pensa che la sfortuna la perseguiti oppure che qualcuno non voglia vederla tornare ?

Credo nel Kharma…tutto torna…dopo anni di riflessioni credo di aver sbagliato a dare della Vecchia T…A alla mia professoressa di matematica, Fernandella. Per cercare di invertire il flusso universale sono pure diventato vegetariano ma il Cosmo sembra avere lanciato una Fatwa contro di me.. mi sono quasi convinto che l’unica strada sarà scusarmi con quella Vecchia STRONZA della Fernandella se la dovessi incontrare di nuovo.

E’ vero che in Lettonia ci si riposa ?

Non rispondo a domande che potrebbero far sembrare questa intervista poco seria.

Se è vero che la nostra amicizia, nata alla Boavista ultramarathon nel ormai lontano 2007, si è rivelata subito forte e genuina, perché ogni volta che io mi giravo indietro nella notte per vedere se sopraggiungeva lei chiudeva gli occhi nascondendosi nel buio ?

Era un periodo confuso per me…e il mio orientamento sessuale oscillava pericolosamente…con la stanchezza accumulata stavo meditando di farla mio con la forza..fortunatamente il pensiero di quella Vecchia Stronza della Fernandella mi ha distratto.

E’ conosciuto nel campo come personaggio molto meticoloso e vero stacanovista negli allenamenti, ha per caso qualche fatto successo in sauna prima della Bad Water che ci vuole raccontare ?

Se si riferisce alla tizia bresciana molto carina in topless che entrando in sauna e vedendomi saltellare sul posto in mutande ha urlato “Porco Dighel!”, no direi di no.

Pensa che se non li avesse fatti (gli allenamenti in sauna) sarebbe riuscito comunque conoscere il grande coniglio rosa che l’ha accompagnato durante tutta la gara ?

Penso che la Badwater sia la gara in cui sono arrivato fisicamente piu’ preparato (logistica e attrezzatura, data la legge del Kharma, sono un’altra cosa), oserei dire che avevo una forma fisica da top runner nella categoria M70..ovviamente il mio equipaggio si è fatto sequestrare gli spruzzatori in aeroporto, ha forato durante la gara e, dulcis in fondo, è scoppiato un incendio all’arrivo…comunque grande emozione e l’incontro con Frank, il coniglio rosa, è stato l’inizio di un grande sodalizio umano e sportivo.

Quant’è disposto a sacrificare della sua vita per la preparazione di un’ultra avventura ?

Come Lei ben sa, e come testimoniano i miei recenti brevetti in pornonautica e turismo sessuale di secondo livello, ho finalmente raggiunto un buon livello di maturità: inizialmente la corsa era in testa alle mie priorità..poi dopo due licenziamenti e un paio di costosissimi “divorzi”, ho capito che era il caso di ridisegnare la scala dei miei obiettivi…ora affronto tutto in maniera piu’ easy e rinuncio a molte meno cose..certo, magari il mese prima della gara sono un po’ piu’ attento agli allenamenti ed evito di fare le 4 del mattino con gli amici per piu’ di tre volte la settimana, ma per il resto riesco ad avere una vita quasi normale.

Il suo apparato cardio vascolare funziona ormai come uno smartphone dell’ultima generazione dopo un tuffo in una mastella d’acqua, il dottor Kildare, di passaggio nel Bergamasco, le consiglia di abbandonare le emozioni forti: a) basta orge b) basta competizioni c) basta domani arriva sempre.

Qui mi mette in difficoltà…forte difficoltà….ma sapendo quanto vale la nostra amicizia, sacrificherei la c) senza esitazioni.

Nell’unica gara in cui era stato dato per favorito insieme al suo compagno di avventura ha sbagliato strada dopo 8 km su 80. Quando colto dal dubbio il suo compagno si è rivolto a lei parafrasando l’ipotesi di errore lei ha commentato : “non rompa il c…. e mi segua” . Un paio di ore dopo, al ristoro che non era un ristoro ma una semplice casa di montanari, quando le hanno detto che era fuori strada di circa 6 ore ……. cosa ha pensato ?

BASTARDA DI UNA FERNANDELLA!

Ci può spiegare il valore aggiunto nel compiere certe avventure ?

In primis direi una certa varietà di argomenti da sfoggiare alla macchinetta del caffè, da cui, Lei mi insegna, pressoché illimitate occasioni di cucco con le colleghe; secondariamente, grande notorietà presso le casalinghe della valli bergamasche che, me lo lasci dire, sono indomabili; terzo, una serie di “polaroid” emotive da cineteca…conservo ancora oggi ricordi di albe ghiacciate, aurore folgoranti, tramonti tra le dune difficili da descrivere, piu’ un centinaio di altre situazioni che generalmente la gente legge o vede su Discovery Channel…

Si sente pazzo come spesso viene additato o ritiene anche lei che non c’è nessuna misura che sancisca il limite oltre il quali si è davvero pazzi ?

Già tenerla tra i miei amici di FaceBook è una bella sfida alla sanità mentale ma a parte questo posso dirle che una volta provate le emozioni che si vivono correndo un qualunque tipo di gara, su qualunque tipo di distanza, purchè rappresenti una sfida per sé stessi, difficilmente se ne può fare a meno…non so come dirle…è tipo la Spuma Bianca, una volta che la provi poi venderesti quella Stronza della Fernandella per un altro sorso.

La sua più grande soddisfazione sportiva e la sua più cocente delusione.

Ancora una volta Lei mi porta su temi alti: credo l’arrivo alla Spartathlon (coronata dopo una dissenteria durata 140 chilometri …ci tengo a dirlo perché il mio colon si è raccomandato di citarlo in ogni intervista) e la piu’ grande delusione sicuramente la mia prima Arrowhead, quando a 70 km dall’arrivo mi si è aperto il bob e cibo, acqua e vestiario mi si sono congelati..ho passato le ore piu’ brutte della mia vita prima che una motoslitta mi trovasse (e credo Lei possa confermare che il freddo di quelle due notti nel Minnesota sia difficilmente descrivibile a parole)..ripensandoci avrei preferito fare una sessione di petting con quella Stronza della Fernandella piuttosto che salire su quella motoslitta ma per fortuna ho accettato il consiglio dell’organizzazione o adesso non potrei farmi un bidè senza l’assistenza di una badante…ci ho messo tre mesi a recuperare la sensibilità nelle mani.

E’ agonista ? Quando scende in gara ha un occhio alla classifica ed è disposto a osare più del dovuto per raggiungere una posizione migliore o corre solo contro se stesso pensando a chiudere la prova dando il massimo ?

Penso che Lei conosca già la risposta: a parte il  Tetris, non ho né i mezzi (fisici) né l’inclinazione emotiva (sono diventato vegetariano perché mi dispiaceva l’idea di far male a un essere vivente) per essere un competitivo, come il 90% degli ultramaratoneti corro con l’illusione di battere me stesso…se mi permette una citazione (e non ricordo se lo disse Lei dopo i 190 km della Libia o Cicciolina dopo la sessione con il cavallo): “Oltre il dolore c’è un’emozione grandissima, bisogna avere il coraggio di andare a coglierla..”

A causa di un’anomala congiunzione astrale cade in letargo ….. è inutile che le ponga la domanda fino a quando non si sveglierà , …. concorda con me?

In effetti sentivo l’esigenza di una domanda intelligente. Concordo.

E’ capace di coprire di corsa distanze enormi ma non si cimenta mai in gare su distanze classiche, maratone, 50/100 km , pensa di essere un podista anomalo o non si classifica come podista ma solo un avventuriero ? Da cosa deriva secondo lei tutto questo ?

Come disse Carmen Boffelli prima che tentassi di toccarle un seno: “Qui entriamo nel personale!”…comunque: quando ho iniziato a correre nel 2006 volevo fare una maratona. Poi un giorno in allenamento ho corso 50 km. A quel punto mi sono detto: “Va beh, la maratona l’hai fatta..cerca qualcosa d’altro”. Da li ho scoperto che esistevano le ultramaratone e allora come prima gara mi sono iscritto a una 150 km e da li non sono mai sceso. Secondariamente, ho iniziato a correre già grandicello, possibilità di grandi tempi sulle brevi non ne avrei mai avute. Terzo, come ricordava Lei, all’inizio facevo molta palestra ed ero, per dirla con le parole di Carmen, “Un bel manzo da monta”, quindi assolutamente non portato per la velocità. Da ultimo, con le ultra si ha la possibilità di correre rilassati, senza troppi pensieri se non quello di mettere un piede dopo l’altro…sono una gran distensione mentale..poi, se mi consente una digressione lavorativa: incontro tanti scassapalle sul lavoro che evadere correndo da solo in mezzo al nulla è quasi un’esigenza.

Se le dico Elicottero le viene in mente qualche cosa ?

Le risponderei che il ricordo dei volontari del soccorso alpino che tentano di sedarla per convincerla a salire a bordo abbandonando il sogno di finire la gara, per colpa mia tra l’altro, mentre grida “Lasciatemi! Lasciatemi! Ho una gara da finire!” è uno dei ricordi che portero ‘ con me al momento del grande viaggio.

A causa di un lavaggio sbagliato del suo vestiario sudato fuoriesce una pericolosa radiazione che irradia l’intero mondo maschile causando l’impotenza dell’intero genere umano. L’unico a non essere irradiato dalla temibile radiazione è proprio lei perché prontamente ha fatto “specchio” con le mani proprio come si faceva da bambini quando ti lanciavano la sfiga o ti dicevano una parolaccia. Il mondo è destinato praticamente a sparire visto anche che l’unica donna colpita e resa inferile è proprio la sua ragazza. Il presidente Obama interviene pubblicamente chiedendole di copulare gran parte del pianeta femminile per garantire il proseguo della razza umana cosa fa:
accetta con un sorriso a 43 denti tanto ha la scorta di viagra e similari
fa finalmente outing dichiarando la sua omosessualità
non accetta in quanto è fedele alla sua donna
parte per l’iditarod dove al massimo le può capitare di essere copulato da un orsa prima di salutare la vita terrena
fa causa alla ditta produttrice della lavatrice posticipando la sua decisione solo a sentenza avvenuta

Credo che metterei a frutto i faticosi anni di allenamenti sessuali in solitaria.

ROV 300 ci racconta qualcosa della sua prossima ed imminente sfida ?

Dunque, mi ero iscritto alla Idistasport 200 miles (gara che avevo fatto nel 2014) ma poi l’hanno annullata (sempre per mie questioni Karmiche). Allora ho cercato un’alternativa veloce e ho trovato la Rov. 300. Gara che si svolge a Rovaniemi, Lapponia, all’interno del circolo polare artico. 300 km in autosufficienza totale, ai check point ci sarà (e non in tutti) solo acqua. Ho grandi aspettative dato che nel 2013 ho fatto la 150 km e mi sono perso a 4 km dall’arrivo. Il Sindaco di Rovaniemi dopo avermi sentito bestemmiare nella foresta alle 3 di notte mi aveva vietato di tornare..fortunatamente non è stato rieletto.. Comunque, tornando alla gara, ci si orienta con il GPS (tecnologia a me ignota), quindi ho abbondanti possibilità di ripetere l’esperienza della prima volta, vagando “ad cazzum” per i boschi.

In vera sincerità quali sono le paure che la attanagliano di più ?

Perdermi. Ogni volta mi prende l’ansia quando penso ai momenti in cui mi sono perso in Alaska e a Rovaniemi…in quelle situazioni, in territori sconosciuti e ostili, ci si sente completamente indifesi con l’immagine del proprio necrologio che balla davanti agli occhi. . poi ho il terrore di trovarmi da solo in ascensore con Gasparri o a una cena di gala con Salvini.
Decido, faccio l’iscrizione ….. poi cosa le succede dentro ? cosa cambia da quel momento fino al giorno della gara ? Innumerevoli e spiacevoli cose: divento monotematico nei pensieri. La corsa diventa la seconda cosa piu’ importante di quel periodo. Poi corro tanto. Parallelamente comincio a lavorare a cazzo (nel caso non affidatemi cause sotto gara). Terzo, i negozi di articoli sportivi iniziano a festeggiare: gli impiegati della Decathlon hanno una mia foto sulla scrivania mentre SportSpecialist mi manda i fiori al mio compleanno.

Sicuramente una delle sue caratteristiche principali è la grande resistenza alla sofferenza fisica. E’ una dote che a sviluppato nel tempo allenandola con strategie ben precise o è innata e si è trattato solo di aumentarla nel corso del tempo ?

Dicono che per correre le ultra bisogna essere un po’ scemi…io parto avvantaggiato. A parte questo la mia mente vaga di suo, in gara o in allenamento scappa proprio…quindi mi capita di poter fare molti chilometri in condizioni fisiche pietose grazie ad un’apnea cognitiva che subentra autonomamente… Per rispondere direi che è una cosa innata che col tempo è andata aggravandosi. Non a caso l’apparizione del coniglio rosa Frank è avvenuta proprio in uno dei momenti in cui la mia mente era maggiormente provata.

Testimonianze plurime dicono di averla vista in corsa in condizioni in cui difficilmente riusciva a parlare, è in grado di ricordarlo (suggerisco …Novecolli) e sopratutto è in grado di spiegare il perché si arriva a così tanto ?

Innanzitutto, mi consenta, Oliver Mordenti si beccherà una bella denuncia per aver diffuso voci diffamatorie sulle condizioni in cui mi ha sorpreso durante la Nove Colli del 2010, secondariamente è la fissazione maniacale tipica del corridore compulsivo: quello che si da’ un obiettivo e cancella tutto quello che ci sta intorno pur di raggiungerlo. Mi era successa la stessa cosa con la pornografia in passato.

La gara più dura a cui ha partecipato, la più bella e quella che vorrebbe fare.

Sulla piu’ dura credo che la Arrowhead sia addirittura superiore alla Badwater (che se si dovesse correre senza assistenza significherebbe morte certa). La Arrowhead per dislivello, distanza tra i check point e freddo piu’ bastardo di Fernandella, credo sia una della peggiori in circolazione. Mi piacerebbe ricorrere la Badwater senza incidenti vari e sulla piu’ bella credo per panorami ed emozioni, l’Iditasport 200 miles.

Si è mai messo nei panni della sua consorte?

Si, mi piace indossare la sua biancheria e toccarmi…lo psicologo che mi segue dice che si tratta di una fase transitoria.

Da qualche hanno ormai lavora oltre il confine Svizzero, intrattiene rapporti con Rezzonico ?

La Svizzera è un posto meraviglio, pieno di vita e di ospitalità…il sabato sera, quando vogliamo sballarci, giriamo in centro a 51 km orari e senza cinture, poi in ufficio insultiamo gli italiani che vengono qui a rubarci il lavoro e i parcheggi, a volte ridiamo pure alle battute (sempre sugli italiani)… e poi adoro il cappuccino con l’Emmenthal…insomma, dovrebbe viverci per capire meglio.
Infine tra i personaggi della sua fantasia conosciuti nelle esperienze di ultrarunner chi è il più simpatico ? Frank il Coniglio Rosa si colloca un gradino sopra la pizza nella mia personalissima classifica di gradimento. E’ sempre pronto a darmi consigli intelligenti (come quando suggerì di toccare il sedere a Lisa Tamati durante la Badwater…ho ancora la cicatrice dell’unghiata che mi diede sulla guancia destra), un’altra volta, in Lapponia di notte ero sicuro di aver incontrato la Pellegrini nella foresta ..ci ho pure parlato, dal vivo sembrava più simpatica…la mattina dopo ho capito che era un’allucinazione solo perché era in costume.

Nell’augurarle il meglio per le sua prossima avventura Domani Arriva Sempre le comunica che è orgogliosa di averla tra le proprie fila e le manda i saluti del Lupo Minnesotiano che non l’ha più dimenticata dopo la relazione occasionale nell’Arrowhead 135.

Nemmeno io…conservo un ciuffo dei suoi peli nel mio portafoglio.

Può lasciare due parole alla cazzo ricordando che in 4 è già orgia.
Grazie Avvocato

2 Commenti

1 Trackback / Pingback

  1. Alla volta della “Rov 300” – Roberto Aldovini – Domani Arriva Sempre

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*