Le Improbabili Interviste di Pelò – Dott.ssa Giulia Franzoso

Conosco Giulia da ormai molti anni ormai,  incontrata casualmente nel mio peregrinare di atleta me ne sono subito “innamorato” per la professionalità,  qualità che mette in campo con il suo modo d’essere, la sua conoscenza in ambito medico/sportivo e la passione che mette nel suo lavoro.

Sorriso , disponibilità, grande voglia di fare, creare nell’ambito sportivo hanno fatto si che diventasse un punto fisso della vita di atleta oltre che una validissima consulente ed amica.

Ho suggerito a Pelò di farle un intervista ritenendo interessante per tutti gli sortivi e non il campo medico raccomandandomi, a voce alta, un certo livello di serietà, spero che abbia fatto un buon lavoro.

Buona Lettura

Andrea Pelo di Giorgio

giulia franzoso

DOTT.SSA GIULIA FRANZOSO
Medico-Chirurgo
Specialista in Medicina dello Sport
giuliafranzoso@alice.it
+39335.5487744
Medico specialista in Medicina dello Sport, ha lavorato presso l’Istituto di Medicina dello Sport del Coni-FMSI di Bologna.
Medico Specialista presso il Centro Medico Cervia, Poliambulatorio Specialistico e di Fisiokinesiterapia
Medico specialista presso il Poliambulatorio “Obiettivo Benessere” a San Mauro Pascoli
Consulente medico-scientifico ASL Cesena – Dipartimento di Sanità Pubblica, per lo sviluppo e l’attuazione di progetti di promozione dell’attività fisica e della salute nella popolazione, nell’ambito dei Piani per la Salute dell’Azienda (da gennaio 2004 a tutt’oggi)
Consulente Cesena Calcio per il settore Giovanile

Medicina dello Sport
Visite di idoneità all’attività sportiva agonistica e non agonistica
Test di valutazione funzionale
Programmi di attività fisica rivolti agli sportivi, ai sedentari, alle persone anziane, e in particolari patologie come il sovrappeso e l’obesità, l’ipertensione, l’osteoporosi, le malattie a carico dell’apparato osteoarticolare
Consulenza traumatologica e progetti di riabilitazione funzionale conservativa e post intervento chirurgico.
Consulenza nutrizionale per sportivi, sedentari e nel sovrappeso/obesità
Responsabile sanitario del team San Marino Calcio Maschile per la stagione 2015/2016

 

Dottoressa buongiorno, le ricordo che ha 30 secondi di tempo per rispondere ad ogni domanda e che, in caso di difficoltà  potrà richiedere a sua scelta 

  • l’aiuto da casa di un altro
  • pagare 100 € con carta di credito
  • l’intervento del carro attrezzi

ad ogni risposta corretta vincerà della soddisfazione, se arriva in fondo integra e sorridente avrà diritto alta tessera Domani Arriva Sempre. 

In bocca al lupo.

Perché è importante sottoporsi ad una visita medico-sportiva?
La pratica dell’attività sportiva ha numerosi benefici a livello fisico e psichico, ma sottopone l’organismo ad un impegno cardiovascolare, respiratorio, metabolico e nervoso che varia a seconda dello sport praticato e delle condizioni fisiche dell’individuo.
Affinché i benefici ed il successo nell’attività sportiva siano evidenti è necessario che l’atleta sia in buona salute ed efficienza fisica.
In alcuni casi, infatti, l’attività sportiva può indurre disturbi e rendere evidenti anomalie sino ad allora passate inosservate.
Per verificare lo stato di salute ed evitare rischi connessi alla pratica sportiva è opportuno sottoporsi, prima di intraprendere l’attività, ad un controllo medico-sportivo.
Può uno sportivo fidarsi ciecamente ?
Lo sportivo che si allena da molti anni e in modo regolare ha di solito una percezione piuttosto precisa del proprio corpo e quindi avverte se qualcosa non va a livello di tendini, muscoli, articolazioni e organi, come il cuore ad esempio. Capita di ricevere in studio sportivi preoccupati, che raccontano di avere sperimentato delle “sensazioni strane” del proprio cuore durante lo sforzo fisico. Non sempre questa però è la regola, perché lo sportivo, a volte, sottovaluta determinati sintomi e non attribuisce a questi troppa importanza.
Ritieni giusto che la visita medica sportiva non sia d’obbligo ?
Questa domanda solleva un problema non ancora risolto da molti anni e piuttosto controverso anche in questi giorni.
Io ritengo che sia compito delle singole società sportive, affiliate alle Federazioni Sportive Nazionali, stabilire quali associati debbano sottoporsi alla visita medica di idoneità agonistica e per chi invece sia sufficiente una visita medica non agonistica.
Sarà poi lo specialista, in base alla storia familiare e personale dello sportivo, all’età e al tipo di impegno sportivo richiesto, a decidere gli accertamenti più idonei da eseguire.
In teoria i pericoli vengono dall’intensità del lavoro fisico, non dal fatto che ci sia agonismo o meno, o la condizione psicologica cambia i valori in campo?
Sicuramente l’intensità del lavoro fisico è un elemento che può condizionare la comparsa di problemi, indipendentemente dall’agonismo.
Non a caso quando si suggerisce ad un soggetto sedentario di praticare attività fisica si raccomanda di mantenere un’intensità moderata, intorno circa all’80% della frequenza cardiaca massima o, come indicano gli americani, un’intensità che consenta di mantenere una conversazione con chi sta al fianco senza andare in affanno respiratorio.
A quale età indicativa cambiano le cose nel fisico umano?
Le prestazioni sportive iniziano a diminuire intorno ai 30 anni, anche se tale età è puramente indicativa e non uguale per tutti.
La notizia positiva è che coloro che continuano ad allenarsi in modo regolare, a condurre uno stile di vita sano (alcool con moderazione e no fumo) e ad alimentarsi in modo corretto si mantengono “giovani più a lungo” rispetto ai coetanei sedentari, riuscendo così a ridurre al minimo gli effetti negativi dell’invecchiamento.
Quando dobbiamo incominciare a non chiedere più troppo?
Intorno ai 50 anni i segnali di cambiamenti in atto iniziano a farsi più evidenti. E’ bene però sottolineare che molto dipende dal tipo di attività fisica che si pretende praticare, in quanto ci sono sport molto più logoranti dal punto di vista fisico (sport di squadra come il calcio, il basket) rispetto ad altri (ciclismo, nuoto)
Personaggi a età avanzate (oltre 60 aa) hanno ancora prestazioni da paura sono da considerarsi un’anomalia o frutto di un lavoro ben fatto nel corso della vita?
Sicuramente la seconda delle opzioni: il segreto è sempre quello di praticare attività fisica con la “testa” prima che con il fisico.
Gli atleti che affrontano distanze ultra, rafforzano gli apparati fisici allungando loro la vita o li usurano garantendosi una terza età arrancante?
Innanzitutto è necessario distinguere tra i vari tipi di sport: sport dove è necessario utilizzare il peso del proprio corpo (maratona, ultramaratona e altre tipologie di corse di lunga distanza) e sport dove il peso del corpo è sostenuto da un mezzo fisico (acqua nel nuoto) o meccanico (ciclismo, Mountain Bike).
I primi sono più “usuranti” a livello fisico su tendini, muscoli e articolazioni e predispongono a problemi di artrosi più precoce.
Per quanto riguarda l’apparato cardiovascolare, ritengo che con il passare degli anni dovrebbe migliorare la qualità degli allenamenti piuttosto che la quantità e gli impegni agonistici ridotti di numero.
Penso che molti sportivi sottovalutino il passare degli anni sul proprio fisico e si ritengano degli “eterni giovani”.
Quanto è cambiato il fisico dell’uomo negli ultimi 50 anni?
Non è cambiato il fisico dell’uomo, ma tutti i fattori che nell’insieme concorrono al raggiungimento della performance sportiva: preparazione, metodi di allenamento, tecnologia, aspetti psicologici, scienza dell’alimentazione….
Gli sportivi odierni sono tutti più forti, strutturati, perfetti e soprattutto dotati di una tecnologia a livelli avanzati, riuscirebbe un Froome un Contador ad ottenere gli stessi risultati/tempi di un Coppi Bartali con gli stessi mezzi?
E’ difficile mettere a confronto due mondi completamente diversi, campioni che appartengono al secondo dopoguerra e campioni dei giorni nostri: se si osservano le fotografie degli atleti di quegli anni e di quelli odierni si coglie subito una profonda differenza a livello fisico e muscolare. Gli atleti di oggi, indipendentemente dallo sport che praticano, curano molto di più la preparazione fisica, oltre a potere disporre di conoscenze scientifiche e tecnologiche avanzate.
Se è no, allora non è vero che siamo più forti??
Io direi che siamo più progrediti: provate solo a confrontare le biciclette di Coppi e Bartali con quelle utilizzate da Froome, l’abbigliamento, l’integrazione, l’alimentazione in gara, l’assetto biomeccanico sulla sella……..
Una sana filosofia sportiva incide sull’essere sano di un fisico?Mi spiego, un approccio mentale sano piuttosto che un approccio agonistico estremo in atleti dalle stesse prestazioni agonistiche può cambiare le carte in tavola nel fattore medico sportivo?
Direi proprio di sì, il proprio corpo va ascoltato e rispettato, pena il rischio di “andare oltre il limite e romperlo”.
La non idoneità sportiva più frequente è a causa di……?
Nella maggior parte dei casi la causa di non idoneità è dovuta ad un problema cardiovascolare: ipertensione, aritmie, malfunzionamento delle valvole cardiache, cardiopatia ischemica, disturbi della conduzione dell’impulso, cardiomiopatie e cardiopatie congenite
Lo sportivo attuale è mediamente informato?
Direi di sì rispetto al passato, anche se molto resta ancora da fare soprattutto a livello di sport giovanile
Dovendo dare un voto agli sportivi in merito al rapporto con la medicina sportiva……
9 a chi pratica sport individuali di resistenza (podisti, maratoneti, ciclisti), 6 a coloro che praticano sport di squadra (calcio, pallavolo, basket)
Quanto la qualità dell’alimentazione influisce sulla prestazione fisica?
La risposta è bene riassunta da questa frase:
“Se vuoi avere una opportunità di vincere, allenati duramente.
Se vuoi essere sicuro di perdere, alimentati in modo sbagliato!”
Pandoro o panettone??
Io preferisco il pandoro, ma dal punto di vista calorico non ci sono delle grosse differenze, e poi si mangia in occasione delle feste natalizie…..

Grazie, complimenti e benvenuta nei D.A.S. 

Pelò

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